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JESSICA CARROL

ROMA, 1961

Dice Jessica: “Ci sono dei giorni che uno si sente solo e degli altri in cui ti senti collegato con tutto o con il tutto: in questo c’è la poesia, la grazia, il divino e la compassione. In questi momenti non c’è il dubbio: quante e quali cose sentiamo e percepiamo in comune noi uomini? Alcuni esseri viventi non sembrano avere questo dubbio: agiscono comunemente, le api sono un esempio eclatante di questo comportamento, ma anche le piante, credo. Nello studiare e rappresentare api, piante ed esseri viventi diversi dall’uomo, cerco la poesia”.

BIO
Il lavoro di Jessica Carroll è una ricerca multidisciplinare fondata sulla curiosità, sulla costante osservazione del percepibile e sulla traduzione estetica di tutto l’osservato; un artista accumula un’enorme quantità di materiale attraverso percezioni e sensazioni, sempre stupito come un bambino, ma la chiave per la successiva traduzione poetica è avere di tanto in tanto l’accesso a dei “momenti fatati”, dove il cuore si apre e ricorda: parole e immagini si uniscono ed emergono.
Non è questa forse una facoltà comune agli artisti e agli scienziati?
Jessica è sempre stata in bilico fra arte e scienza, figlia e nipote d’arte, ha esplorato fotografando parchi e riserve naturali di mezzo mondo: disegnava, faceva incisioni e gouaches. Poi, fra i marmi di Carrara, ha cominciato a scolpire. In quel periodo un apicoltore/ornitologo a Bra, in Piemonte, la iniziò all’apicoltura, facendole individuare la regina. Questa “iniziazione” al mondo delle api si è tradotta in un piccolo alveare sferico modellato in cera d’api. Il primo lavoro trasfigurato.
Da allora le api la guidano, da brave messaggere, e il piccolo alveare è diventato enorme, oppure piccolissimo, come un gioiello.
Le sculture di Jessica si sono così trasformate nel tempo anche in opere d’arte da passeggio, dal ciondolo con l’alveare, ai gemelli con le api, piuttosto che agli anelli e agli orecchini, tutti modellati in cera.
Per la prima volta saranno ufficialmente presentati a Milano nella Galleria BABS Art Gallery. La scelta dell’artista Jessica Carrol come prima protagonista di questa nuova iniziativa nasce da una ricerca del suo curatore Ermanno Tedeschi, che l’ha seguita per molti anni, apprezzandone la delicatezza e la “dolcezza”.

EXHIBITIONS
MOSTRE PERSONALI:
Espacio Uno, Museo Nacional Reina Sofía, (Madrid, 2004) Le Fil du Monde alla Fondazione Filatoio Rosso Caraglio, Cuneo (2018), Santa Sangre, Moritzkirche, Augsburg (2015) Los Otros, Ex Chiesa di San Carpoforo/Accademia di Brera, Milano (2015) Dreaming in red, Chateau La Napoule, Cannes, Mundo e Los otros, Gagliardi e Domke, Torino, All fires, The fire. Pasajist, Istanbul, Turkia.

MOSTRE COLLETIVE:
BienNolo, Ex fabbrica Cova, Milano, Biennale Internationale de L’Art Contemporain, Casablanca, La rivoluzione siamo Noi – Collezionismo Italiano Contemporaneo, a cura di Alberto Fiz, XNL Piacenza Contemporanea; Take me with you, Mori Museum (Tokyo, 2006) I filo raccontato, Museo de Trento y Rovereto (2002) Biennale
Internationale de L’Art Contemporain, Casablanca, Andata e Ritorno, El Cairo, Egipto, Kunst/Stoff Tim Museum Texile, Augsburg; La Escuela del Sur, el taller de Torres García y su legado (1991) Archer M. Huntington Gallery (Austin), Museo Monterrey