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EMILIO ISGRÒ

Barcellona Pozzo di Gotto, 1937

Isgrò ha fondato un nuovo linguaggio, originale e composito. Le cancellature che lo hanno reso celebre risalgono ai primi anni sessanta e hanno aperto la strada a un nuovo modo di intendere il valore della parola e della comunicazione. L’artista ha iniziato a intervenire sul testo, che fossero manifesti o libri, fumetti e riviste, coprendo con un segno nero deciso la maggior parte delle parole. Molti lo hanno accusato di compiere un’azione nichilista, ma in realtà il suo obiettivo era esattamente il contrario: la cancellatura è il mezzo attraverso cui ha fatto spiccare in modo particolare alcune parole e alcune frasi. La base della sua idea è rinforzare la dignità della parola.

Ph credits Lorenzo Palmieri

EMILIO ISGRÒ

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BIO

Artista concettuale e pittore – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti a livello internazionale tra XX e XXI secolo.

A partire dagli anni Sessanta, Isgrò ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977). L’artista dal 1956 a oggi vive e lavora a Milano, salvo una parentesi a Venezia (1960-1967) come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino.

EXHIBITIONS
MOSTRE PERSONALI:
Espacio Uno, Museo Nacional Reina Sofía, (Madrid, 2004) Le Fil du Monde alla Fondazione Filatoio Rosso Caraglio, Cuneo (2018), Santa Sangre, Moritzkirche, Augsburg (2015) Los Otros, Ex Chiesa di San Carpoforo/Accademia di Brera, Milano (2015) Dreaming in red, Chateau La Napoule, Cannes, Mundo e Los otros, Gagliardi e Domke, Torino, All fires, The fire. Pasajist, Istanbul, Turkia.

MOSTRE COLLETIVE:
BienNolo, Ex fabbrica Cova, Milano, Biennale Internationale de L’Art Contemporain, Casablanca, La rivoluzione siamo Noi – Collezionismo Italiano Contemporaneo, a cura di Alberto Fiz, XNL Piacenza Contemporanea; Take me with you, Mori Museum (Tokyo, 2006) I filo raccontato, Museo de Trento y Rovereto (2002) Biennale
Internationale de L’Art Contemporain, Casablanca, Andata e Ritorno, El Cairo, Egipto, Kunst/Stoff Tim Museum Texile, Augsburg; La Escuela del Sur, el taller de Torres García y su legado (1991) Archer M. Huntington Gallery (Austin), Museo Monterrey