Jessica Carroll

MOMENTI FATATI
… perché nella Bibbia è scritto: che queste parole
riposino sul tuo cuore e non nel tuo cuore?
… ciò avviene perché talvolta il cuore è chiuso
ma un giorno in qualche momento fatato il cuore si
aprirà e le parole che riposano su di esso vi
entreranno e sprofonderanno nelle sue
profondità.
Martin Buber

Il lavoro di Jessica Carroll è una ricerca multidisciplinare fondata sulla curiosità, sulla costante osservazione del percepibile e sulla traduzione estetica di tutto l’osservato; un artista accumula un’enorme quantità di materiale attraverso percezioni e sensazioni, sempre stupito come un bambino, ma la chiave per la successiva traduzione poetica è avere di tanto in tanto l’accesso a dei “momenti fatati”, dove il cuore si apre e ricorda: parole e immagini si uniscono ed emergono.
Non è questa forse una facoltà comune agli artisti e agli scienziati?
Jessica è sempre stata in bilico fra arte e scienza, figlia e nipote d’arte, ha esplorato fotografando parchi e riserve naturali di mezzo mondo: disegnava, faceva incisioni e gouaches. Poi, fra i marmi di Carrara, ha cominciato a scolpire. In quel periodo un apicoltore/ornitologo a Bra, in Piemonte, la iniziò all’apicoltura, facendole individuare la regina. Questa “iniziazione” al mondo delle api si è tradotta in un piccolo alveare sferico modellato in cera d’api. Il primo lavoro trasfigurato.
Da allora le api la guidano, da brave messaggere, e il piccolo alveare è diventato enorme, oppure piccolissimo, come un gioiello.
Le sculture di Jessica si sono così trasformate nel tempo anche in opere d’arte da passeggio, dal ciondolo con l’alveare, ai gemelli con le api, piuttosto che agli anelli e agli orecchini, tutti modellati in cera.
Per la prima volta saranno ufficialmente presentati a Milano nella Galleria BABS Art Galley. La scelta dell’artista Jessica Carrol come prima protagonista di questa nuova iniziativa nasce da una ricerca del suo curatore Ermanno Tedeschi, che l’ha seguita per molti anni, apprezzandone la delicatezza e la “dolcezza”.

Dice Jessica: “Ci sono dei giorni che uno si sente solo e degli altri in cui ti senti collegato con tutto o con il tutto: in questo c’è la poesia, la grazia, il divino e la compassione. In questi momenti non c’è il dubbio: quante e quali cose sentiamo e percepiamo in comune noi uomini? Alcuni esseri viventi non sembrano avere questo dubbio: agiscono comunemente, le api sono un esempio eclatante di questo comportamento, ma anche le piante, credo. Nello studiare e rappresentare api, piante ed esseri viventi diversi dall’uomo, cerco la poesia”.